Studio Legale   SanTaLex

Studio Legale Sandri & Taraldsen

CAUSA INDIVIDUALE CONTRO L’OBBLIGO VACCINALE SUL LUOGO DI LAVORO

PER IL PERSONALE SCOLASTICO E AMMINISTRATIVO SANITARIO

 

Il fine di questa causa è quello di far riconoscere da un Tribunale che:

-       i vaccinati si ammalano e si contagiano e che sono, quindi, fonti di contagio per gli altri esattamente come i non vaccinati;

-       l’introduzione dell’obbligo vaccinale ha determinato un aumento del rischio di contagio sul luogo di lavoro;

-       Eventualmente solo l’obbligo di tampone imposto a tutti i lavoratori (vaccinati e non) avrebbe potuto essere era una misura più idonea a evitare i contagi, garantendo la negatività al virus dei lavoratori. Il solo stato di vaccinato non offre invece garanzie in relazione alla non contagiosità.

-       l’eventuale sospensione dal luogo di lavoro deve essere retribuita, in quanto il lavoratore non potrebbe recarsi in sicurezza sul luogo di lavoro nemmeno dopo aver fatto il vaccino;

-       il datore di lavoro ha, in ogni caso, l’onere di ricollocare, ove possibile, il lavoratore in mansioni idonee a evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2;

 

CONSEGUENTEMENTE

-       chiedere che il datore di lavoro realizzi le misure di tutela idonee a evitare la diffusione del contagio sul luogo di lavoro;

-       chiedere che il periodo di assenza dal lavoro a partire dalla sospensione dal servizio venga considerata assenza giustificata, per la necessaria applicazione del principio di precauzione;

-       chiedere che il datore di lavoro provi l’impossibilità di ricollocare il lavoratore in mansioni idonee a evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2;

-       chiedere che il datore di lavoro venga condannato al pagamento degli stipendi non corrisposti.

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

-    alla causa possono partecipare sia personale scolastico (docenti e ATA) sia personale amministrativo sanitario.

-         la causa è individuale ma è possibile comunque aderire in gruppo al fine di ridurre i costi.

-     la causa è contro il proprio datore di lavoro, per questo motivo gli accorpamenti possono avvenire solo tra personale scolastico (Ministero dell’Istruzione), o tra personale sanitario amministrativo (Ministero della Salute)

-       Il costo della causa individuale è pari a € 1.144,00, inclusivo di cassa previdenziale. In caso di azione proposta da più persone contro lo stesso datore di lavoro e che prestano servizio in Istituti situati nella circoscrizione del medesimo Tribunale di competenza il costo della causa è pari a € 676,00 per ciascun partecipante, inclusivo di cassa previdenziale. Il Tribunale di competenza si riferisce a quello del luogo presso cui si svolge l'attività lavorativa, non è il Tribunale del luogo di residenza; per conoscere il proprio Tribunale di competenza inserire il comune presso il quale si trova l'Istituto al seguente link: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_4.page 

-        Sono sufficienti due persone per passare dal primo al secondo scaglione di costi.

-        gli accorpamenti avvengono su base geografica per provincia.

-        è stato creato un gruppo Telegram Sandri Scuola accorpamenti dove poter trovare altri docenti e personale scolastico della vostra provincia.

 Link: https://t.me/+n9di9QNR5yNkMjk8

-       è stato creato un gruppo Telegram Sandri amministrativi sanitari dove poter trovare altri docenti e personale scolastico della vostra provincia.

  Link: https://t.me/+n_tz-l0VMqQyNGZk

-        la causa in oggetto è un ricorso di lavoro (dunque si svolgerà davanti al giudice del lavoro) anche con procedimento d’urgenza, ciò vuol dire che si articolerà in due momenti decisionali, una prima fase cautelare ed una seconda nel merito

-      le tempistiche: la fase cautelare si può concludere tra le tre settimane e i sessanta giorni, la seconda fase (quella di merito) tra i tre e i sei mesi dal deposito della causa.

Per i Sanitari

-       Per gli amministrativi sanitari dipendenti pubblici la causa viene rivolta contro il Ministero della Salute. Per gli amministrativi sanitari dipendenti privati la causa viene rivolta contro il datore di lavoro.

Per il personale scolastico

-        Per i dipendenti di scuole pubbliche la causa viene rivolta contro il Ministero dell’Istruzione (non contro il DS). Per i dipendenti delle scuole private e paritarie la causa viene rivolta contro il soggetto che eroga la busta paga.

-         Se si lavora in più scuole pubbliche nella stessa provincia il ricorso è unico (e dunque si pagherà il costo di una causa) ma servono le sospensioni di tutti i DS.

-       se si lavora in più scuole sia pubbliche che paritarie/private la sospensione deve giungere da entrambi gli istituti e i ricorsi saranno multipli (e allo stesso modo i costi, dunque se si è in un gruppo di docenti il costo sarà di 676€ a ricorso)

-   se si lavora in più scuole di provincie diverse (sia che siano pubbliche sia che siano private/paritarie) le cause si moltiplicano perché si radicano davanti a più giudici (è comunque sempre possibili aggregarsi a più gruppi di docenti per ridurre i costi).

-       se si lavora in più scuole private/paritarie (anche nella stessa provincia) i ricorsi saranno multipli (uno per ogni scuola) e così i costi.

-       Non è necessario fare causa contro tutte le scuole, tuttavia, nei confronti della scuola verso cui non si farà ricorso la sospensione continuerà ad avere effetto

-      se si lavora in scuole private/paritarie l’atto che accerta la sospensione viene dato da un soggetto diverso a seconda della scuola (rettore, preside, dirigente, sovraintendenza, patronato…)

-        La causa è fondamentalmente a trattazione scritta e documentale. L’udienza fisica ha in genere scarso rilievo, non dovrebbero esserci udienze di testimoni ma se ci saranno verranno gestite dallo studio.

-      la causa si radica davanti al giudice del lavoro del Tribunale del luogo di lavoro effettivo (dunque se si lavora in due scuole e sono in due provincie diverse dovreste attivare due azioni presso due tribunali diversi). NON rileva dunque la sede di residenza del ricorrente bensì la sede effettiva di lavoro.

-      le spese di eventuale soccombenza non sono quantificabili nettamente ma potrebbero variare tra i 1500€ e i 6000€ (calcolati sulla base delle tabelle del Decreto Ministeriale 55 2014) o potrebbero anche essere compensate dal giudice senza dunque dover pagarle

-   la causa ha una prescrizione quinquennale, tuttavia se si ha intenzione di agire (e dunque impugnare la sospensione) consigliamo di farlo entro il minor tempo possibile.

 

- OPERATIVAMENTE per chi volesse è possibile ritardare la sospensione nel seguente modo. Aspettare di ricevere la comunicazione della sospensione, entro i 5 giorni dal ricevimento prenotare la vaccinazione. 

- LA COMUNICAZIONE DELLA SOSPENSIONE (che non è il semplice invito alla vaccinazione) E' PROPEDEUTICA ALL’ADESIONE AL RICORSO

-        Le modalità attraverso cui le singole scuole (e le amministrazioni sanitarie) agiscono non sono uniformi, ciò dipende dalla confusione normativa e da come la situazione viene gestita dai singoli DS. TUTTAVIA, l’avvocato Sandri e lo studio non ritengono ciò rilevante. Rilevante per poter iniziare il ricorso è aver ricevuto una sospensione (in qualsiasi forma essa giunga, sia rivolta a tutto il personale sia al singolo docente, nonché sia ricevuta via PEC che per Raccomandata semplice o A/R o anche a mano). Il nostro consiglio è di impugnare in ogni caso l’atto perché il giudice potrebbe ritenere sufficiente delle comunicazioni diverse da quelle previste per legge.

-       in relazione alle sospensione poi, le comunicazioni ricevute per raccomandata vanno ritirate, una notifica non ritirata si considera perfezionata.

-   Attenzione: con riferimento alle ipotesi di sospensione durante il periodo di malattia, 104, aspettativa e congedi vari l’ultimissima circolare di poche ore fa del ministero precisa che l’unica ipotesi in cui non si verifichi la sospensione è quella della “infermità” tale generico e impreciso termine è volutamente ambiguo perché potrebbe anche non ricomprendere l’ipotesi di essere in malattia in senso stretto, certamente paiono escludersi tutte le altre ipotesi. Tale circostanza rafforza l’assoluta necessità di impugnazione del provvedimento di sospensione da effettuarsi seguendo le istruzioni che diamo al fine di evitare gli errori già commessi da altri colleghi di agire davanti al tribunale amministrativo.

-     Prevediamo di notificare la causa alla fine del mese di gennaio, per consentire a tutti tempi di adesione adeguati, previo approfondimento preventivo della possibilità di ottenere un differimento medico.

-     Per quanto riguarda la possibilità di ottenere differimenti / esenzioni, Curalibera organizzerà a breve, quale supporto medico-scientifico, dirette in cui sarà possibile  consultare medici e farmacisti in relazione alle possibili controindicazioni al proprio stato di salute e ai medicinali che si stanno assumendo.

-     Ulteriori informazioni, aggiornamenti sulle modalità per prendere parte a queste dirette e le date verranno indicate sul canale Telegram avv.Mauro Sandri  e CuraLibera (canale Telegram e sito: www.curalibera.it )

-     Essendo che la causa verrà radicata a fine gennaio suggeriamo caldamente di non inviare i moduli fino a che la documentazione obbligatoria richiesta (quella indicata sul sito con l’asterisco) non sia completa.

 -      Nel caso di partecipazione di gruppo, i singoli aderenti devono compilare il proprio modulo ed un rappresentante del gruppo deve inviare a info@santalex.eu un'email in cui elenca i nominativi dei partecipanti ed indicare la Provincia di riferimento.

-      A tali somme dovrà essere aggiunto il contributo unificato (tra i 90€ e i 250€ a seconda del valore della causa) per le spese di giustizia, dovuto allo Stato. Il contributo unificato si paga una volta per ogni causa accorpata e si dividerà tra i partecipanti. Ad esempio, se in una causa ci sono 10 ricorrenti si dividerà per 10. Dunque, 250 € (il probabile costo del contributo unificato) : 10 =25 € ciascuno

-     Il contributo non è dovuto nell’ipotesi in cui il reddito del ricorrente non sia superiore a € 35.240,04.

-     Chi rientra in questa classe di reddito, dovrà allegare al modulo di adesione il documento scaricabile al punto 12. dell'elenco sottostante.

-     Il reddito viene calcolato per nucleo familiare non per singolo docente

-     È IMPORTANTE SE CI SONO FOCOLAI nei luoghi di lavoro, creati da personale vaccinato, SEGNALARLI

 

Documenti da allegare al modulo di adesione (i documenti indispensabili sono contrassegnati con un asterico*):

1.       carta di identità;*

2.       procura, compilata e firmata, (scarica qui     );*

3.       informativa privacy, compilata e firmata (scarica qui     );*

4.       contabile bonifico;*

5.       ultima busta paga;*

6.       comunicazioni a tema COVID inviate dal datore di lavoro;

7.        comunicazioni a tema COVID inviate dal lavoratore al datore;

8.       invito formale alla vaccinazione;

9.       eventuale certificato medico di differimento o di esenzione in possesso del lavoratore;

10.     atto di accertamento dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale;*

11.      dichiarazione dei redditi/stato di famiglia e ISEE (ci serve per provare l’urgenza della tutela richiesta);

12.     autodichiarazione situazione reddituale, compilata e firmata (scarica qui      ).

13. Documenti vari

 

 

Dati per il pagamento:

Bonifico SEPA (Europa senza commissioni)
Intestato a: Mauro Sandri 
IBAN: IT31P0200834830000102038717
BIC/SWIFT: TRWIBEB1XXX
Nome banca: Unicredit

Causale: "NOME E COGNOME - CAUSA OBBLIGO VACCINALE SETTORE SCUOLA E AMMINISTRATIVI SANITARI"

 

Per aderire, compilare ed inviare il seguente

 

indicando i dati personali richiesti ed allegando i documenti e le informazioni sopra elencati.

 

 

Dopo aver aderito, si verrà contattati dallo Studio Legale.

Per ulteriori informazioni: info@santalex.eu

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